Rovine

Gabriele Tinti courtesy Ernesto Ruscio

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Leggere “Rovine” è stato come abbandonare ogni resistenza al passato, indossare ogni volta una maschera diversa, quelle degli antichi attori tragici, per provare a seguirli nell’incantesimo capace di unire le parole alle immagini. Alessandro Haber

Prestare la voce a queste poesie sulla statuaria classica mi hanno fatto sentire in qualche modo partecipe della sopravvivenza di una civiltà così profonda, tragica, influente com’è stata quella antica. Franco Nero

“Rovine” raccoglie una serie di scritti in forma di versi, frammenti e brevi saggi che Gabriele Tinti ha destinatialla “scultura vivente dell’attore”. Lo scrittore muove dal tragico senso di morte, di vacuità, che appartengono persino ai nostri capolavori che vorremmo eterni con l’obiettivo di donare nuova vita e pensiero, rinnovato senso, alla statuaria greco romana, a tutte quelle reliquie di un’umanità oramai scomparsa. Seguirne i molteplici percorsi e le tante suggestioni ci permette di entrare in una differente relazione e conoscenza con il mondo antico oltre che con le ragioni stesse del fare arte e letteratura. 

Il libro è il frutto di letture dal vivo che, nel corso degli ultimi anni, alcuni attori noti al grande pubblico come Kevin Spacey, Malcolm McDowell, Abel Ferrara, Joe Mantegna, Robert Davi, Franco Nero, Alessandro Haber, Marton Csokas, Jamie McShane e Vincent Piazza hanno tenuto di fronte alle opere d’arte antica che hanno ispirato l’autore. Le letture sono state realizzate al Metropolitan di New York, al J. Paul Getty Museum e al LACMA di Los Angeles, al British Museum di Londra, ai Musei Capitolini di Roma, al Museo dell’Ara Pacis, al Museo Nazionale Romano, al Museo Archeologico di Napoli e alla Glyptothek di Monaco. 

Il libro è corredato dagli interventi di alcuni eminenti studiosi dell’arte antica come Sean Hemingway (Metropolitan Museum), Kenneth Lapatin (Getty Museum), Christian Gliwitzky(Staatliche Antikensammlungen und Glyptothek), Andrew Stewart (UC Berkley), Nigel Spivey (University of Cambridge) e Lynda Nead (Birkbeck, University of London).